Stretching dei meridiani

Sono esercizi fisici che stimolano, attraverso il movimento accompagnato dal respiro, il riequilibrio energetico dei meridiani (canali di energia KI) promuovendo la salute del corpo-mente-spirito.

Sono infatti i meridiani dello Shiatsu e dell’agopuntura.Attraverso la circolazione energetica scorre l’energia vitale, il Ki o Qi per i giapponesi, Chi per i cinesi.È una ginnastica che può aiutare alle guarigioni di varie patologie come, ernie discali, discopatie, dolori articolari inoltre aiuta anche chi soffre di insonnia e aumenta la funzione metabolica del corpo.

Queste pratiche di stretching si abbinano spesso a massaggi specifici che completano di molto soprattutto nell’apporto di ossigeno e sangue attraverso ioni positivi.

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Massaggio Estetico


Fin dai tempi più antichi una forma o l’altra di massaggio o di imposizione delle mani è stata usata per guarire o aiutare l’essere umano. Per i medici dell’antichità, greci o romani, il massaggio era uno dei principali mezzi per alleviare il dolore o cercare di guarire. Omero, che visse intorno all’ VIII a.C., parla nell’Odissea del massaggio come metodica valida per il recupero della salute dei guerrieri. All’inizio del v° secolo a.C. Ippocrate, il padre della medicina, scriveva: “il medico deve avere molteplici esperienze, ma deve conoscere sicuramente l’arte del massaggio”. Il massaggio può lenire il dolore di un’articolazione infiammata o trasmettere una sensazione di tonicità e di benessere. Plinio, celebre naturalista romano, si faceva regolarmente massaggiare da schiavi esperti. Giulio Cesare, che soffriva di epilessia, attraverso il massaggio teneva sotto controllo emicranie e nevralgie. Nell’antico Egitto il massaggio era considerato un’arte sacra, alla stregua delle erbe medicinali e dei vari riti divinatori e religiosi. Alle tecniche manuali si aggiungevano l’uso di erbe e di balsami che avevano lo scopo di abbellire la pelle. Con l’avvento del cristianesimo in Occidente avvennero moltissimi cambiamenti e anche il massaggio, come qualsiasi forma di palpazione del corpo, venne considerata peccaminosa. Questa situazione perdurò a lungo. Soltanto alla fine del XVIII secolo, riprese vigore l’ arte del massaggio.

Come influisce il massaggio sull’organismo?

Il massaggio influenza tutto il nostro corpo: il sistema nervoso, la circolazione del sangue, la muscolatura, il sistema scheletrico, il sistema ormonale, il sistema respiratorio, il sistema digestivo. Esistono molti tipi di massaggio: il massaggio svedese, il massaggio cinese, il massaggio ayurvedico, lo shiatsu, il massaggio bioenergetico, il linfodrenaggio, il massaggio reflessogeno… A seconda delle manovre, delle tecniche e dei prodotti utilizzati possiamo scegliere tra massaggio tonificante, rilassante, antistress. Le manualità fondamentali del massaggio per i diversi effetti le diverse finalità sono:

  • la pressione pura che è la manualità di base che dà origine a tutte le altre;
  • lo sfregamento, una manualità che prevede tre varianti di intensità pressoria per il drenaggio dei tre piani: cutaneo, sottocutaneo, muscolare;
  • la frizione, manualità specifica defribosante, antiaderenziale;
  • l’ impastamento, manualità specifica di scollamento ad effetto elasticizzante;
  • la percussione o battitura, manualità stimolante, vasodilatatoria;
  • la vibrazione, che a seconda dell’intensità produce effetto sedativo o stimolante. Il massaggio, comunque, è sicuramente uno dei mezzi ormai riconosciuti per riattivare l’energia fisica e mentale.

Non esiste centro estetico o SPA o stazione termale che non abbia ,tra le varie proposte, il suo punto di forza proprio nelle varie proposte di massaggio. Qualunque tecnica comunque ha come scopo primario di trasmettere una immediata sensazione di benessere e di rilassamento. Attraverso il massaggio manuale si crea tra l’operatore e la persona in trattamento uno scambio di energie, un rapporto di totale fiducia e comunicazione reciproche che rafforzano la qualità e il risultato della prestazione.

Per eseguire il massaggio in maniera efficace e gradevole è necessario, naturalmente, conoscere l’anatomia e la fisiologia del corpo e adattare le differenti tecniche manuali alle caratteristiche morfologiche della persona ,alle necessità individuali e alla sensibilità del soggetto in trattamento. Nella nostra epoca e nella nostra esperienza, la maggiore richiesta di massaggio oggi è finalizzata al raggiungimento di una sensazione di relax e di benessere, quindi di una terapia antistress, ma anche per la tonificazione e Il rimodellamento del corpo e il trattamento della cellulite. Inoltre, possiamo amplificare e ottimizzare i risultati del massaggio, abbinando altri tipi di trattamenti estetici o termali: fangoterapia, bendaggi, idromassaggio, bagni in acque termali, dermocelluterapia, elettrostimolazione, sauna , bagno turco etc. Per ottimizzare i risultati, possiamo utilizzare materiali e principi attivi sempre più sofisticati, quali oli essenziali, fitoestratti vegetali, gel e formulazioni avanzate che assorbite attraverso l’ epidermide rendono i risultati più rapidi ed evidenti.

Il massaggio svedese

Il massaggio svedese ha lo scopo di ottimizzare soprattutto la circolazione, per assicurare l’efficienza delle articolazioni, a stirare e rilassare i muscoli di tutto il corpo. E’ stato ideato da Per Henrik Ling (1776 – 1839), un massaggiatore terapeuta che ha dedicato la vita allo sviluppo e all’ introduzione di questa tecnica in tutta l’Europa. Creò per questo delle scuole dove oltre ad insegnare le sue tecniche, venivano insegnate anche nozioni di anatomia, fisiologia e psicologia. Ling introdusse i termini di “sfioramento” (massaggio ritmico lieve o dolce), che si impiega in qualsiasi parte del corpo per migliorare la circolazione, e quello di “compressione” (frizioni e impastamenti), tecniche che si utilizzano per eliminare le tossine e le tensioni muscolari. Il massaggio svedese abbina le tecniche manuali ad esercizi specifici per i muscoli e le articolazioni, ed è un insieme di diverse manovre di massaggio tradizionale.

Gestione dello Stress

Dal “Personal Trainer”..un parere medico.

Lo stress non è certo un disturbo scoperto di recente. Hans Selye iniziò ad occuparsene già dal 1926 quando era ancora studente. Da allora la ricerca non si è mai fermata e, per l’enorme complessità del disturbo, esistono oggi gruppi di studio specializzati esclusivamente sull’indagine degli stati stressanti e di determinate possibili malattie conseguenti.
Infatti, tramite le risposte endocrine e neurologiche, la risposta di stress è determinante nei meccanismi immunitari, nella resistenza alle patologie, nei fenomeni allergici e di autoimmunità, nell’invecchiamento precoce, nelle capacità intellettuali nonché nella struttura posturale dell’individuo.
Da tutto ciò risulta evidente che tali e tante sono le implicazioni dello stress da non consentire l’effettuazione di un elenco completo delle patologie in cui lo stress gioca un ruolo determinante. Selye stesso, in uno dei suoi ultimi scritti, commentava: “Stress è un concetto scientifico che ha avuto la fortuna di divenire troppo noto, ma anche la sfortuna di essere poco compreso.”

La questione è quindi di grande rilievo a giudicare da come questo fenomeno, lo stress, caratterizza i nostri tempi e dal numero di volte in cui, spesso a sproposito, viene evocato dalla gente. Come abbiamo già affermato, lo stress non è necessariamente negativo, si tratta di mantenerlo su livelli che siano salutari e stimolanti. “Lo stress è il sale della vita” affermava Selye, ma la gente coinvolta nelle varie fasi stressogene rischia la propria salute come in un pericoloso gioco d’azzardo. L’organismo umano, per sua natura, cerca sempre di restare o tornare nel suo stato di salute normale. Una volta varcata la soglia patologica, però, occorre, al più presto, intraprendere un programma riabilitativo specialistico, per il ripristino delle normali condizioni psicofisiche. In tali condizioni, infatti, spesso non è più sufficiente l’eliminazione, quando è possibile, degli “stressor” e della cattive abitudine giornaliere (fumo, sedentarieta’ ecc); occorre un appropriato supporto esterno.
Supporto psicologico, dieta appropriata, corretta attività fisica e tecniche di rilassamento, sono gli strumenti più efficaci a disposizione per rimediare a una situazione di stress cronico.
Oggi è possibile ottenere degli indici legati al grado di stress di ogni individuo, oltre che tramite appositi test psicologici, attraverso alcuni esami fra cui elettrocardiogramma, dosaggio dell’ormone cortisolo, dosaggio delle citochine.
Questi tre parametri permettono di valutare la risposta individuale allo stress e di determinare un profilo di rischio globale del soggetto. Altrettanto importante però è la capacità del professionista nel valutare la situazione. Inoltre, nella gestione dello stress occorre considerare alcuni importanti fattori di criticità quali gli effetti sul sistema immunitario e sulla vita cellulare.

Stress e depressione immunitaria

Le prime ricerche in questo settore possono essere ricondotte a Selye, il quale, come già affermato in precedenza, descrisse come l’esposizione ad agenti stressanti fosse in grado di produrre nell’animale un’involuzione degli organi linfatici, linfocitopenia e una condizione di ridotta resistenza agli agenti infettivi. Nel corso degli anni successivi, queste prime intuizioni sono state ampiamente confermate. E’ stato infatti possibile osservare, attraverso l’uso di sofisticate metodiche di indagini da laboratorio, come l’esposizione ai più svariati tipi di agenti stressanti sia in grado produrre costantemente significative alterazioni della funzionalità immunitaria. L’effetto più comunemente osservato negli animali stressati è la comparsa di uno stato di immunodepressione, sia a carico della componente cellulare (riduzione o soppressione della reattività dei Linfociti T, riduzione della ricircolazione dei linfociti T, riduzione dell’attività citotossica dei linfociti, riduzione di intensità delle reazioni di ipersensibilità ritardata ecc.) che di quella umorale (decremento e ritardo nella sintesi di anticorpi contro antigeni specifici, decremento della funzionalità dei linfociti B e delle reazioni di ipersensibilità immediata). Queste rilevazioni, condotte sugli animali, hanno successivamente trovato ampia conferma anche in esperimenti sull’uomo. A questo riguardo, risultano di notevole interesse i dati riportati in studi in cui è stato valutato come lo stress emozionale prodotto da gravi eventi di perdita (per esempio, morte del coniuge) sembri associarsi a soppressione della reattività immunitaria dei linfociti T e B ai mitogeni (sostanze che stimolano la mitosi cellulare e la trasformazione dei linfociti), la quale si protrae a lungo, con un ripristino dei normali equilibri funzionali solamente dopo molti mesi.

Discipline Naturali Biodinamiche

In medicina Olistica le cure più efficaci e talvolta immediate sono quelle manuali che vengono banalmente definite “Massaggio” oppure “Digitopressione”.

Le tecniche più semplici e allo stesso tempo raffinate le troviamo nel Reiki, nell’Ayurveda, nel DornBreuss, nel craniosacrale e perfino nel Linfodrenaggio Vodder e poi ancora nel metodo di Bowen, Rebirthing, Rebalancing ecc.

Si definiscono Biodinamiche perché rispettano le abitudini della fisiologia corporea che tende ripetitivamente ai cicli bioritmici di sempre che hanno cronologie ben precise!

Ecco perché pressioni effettuate con le mani attraverso eminenza tenar, dita e dorso/mano..danno sollievo e guarigioni (ovviamente se il tutto si esegue con il giusto “Touch” che ha le sue regole severe da rispettare). Infatti se le mani pressano gentilmente e decisamente si avrà di conseguenza una perfetta direzione e un ottimo rilascio di liquidi e sieri che migliora sicuramente i percorsi con le giuste velocità e senza detriti organici perché assorbiti ed eliminati. Si dà spazio insomma..alla “rigenerazione” delle cellule ossidate che non respirano bene per dare spazio alle nuove richiamando sangue, linfa nuova e ossigeno per il ricambio.

Nel massaggio, il tocco e l’intuito sensibile dell’operatore olistico sono fondamentali affinché si instauri un dialogo in sintonia con il corpo dell’assistito che si completa con la sincronizzazione dei respiri che donano la giusta iperventilazione cosiddetta benigna.

Il corpo, in fondo, fa sempre le stesse cose per vivere o sopravvivere e a volte ha bisogno soltanto di una “spinta” concreta per ripartire..e niente di piu’. 😀

Il Massaggio secondo Focus

I massaggi svolgono un’azione rilassante e stimolante sul tessuto connettivale (cute, derma e ipoderma), sul sistema muscolare e sul sistema scheletrico.
Il massaggio libera la cute dai detriti e dalle cellule di sfaldamento, sollecita i condotti delle ghiandole sebacee e sudoripare regolandone la secrezione, agisce sulle terminazioni nervose con un effetto sedativo e su quelle motorie con un effetto eccitante, modifica la consistenza e l’elasticità dei tessuti in modo da riportarvi la giusta fluidità.
Diversi studi hanno accertato che molte emozioni vengono per così dire “trattenute” nei muscoli provocando contrazione e tensione: il massaggio riesce a sciogliere e rilasciare i blocchi muscolari che rendono il corpo rigido e disarmonico, e libera i muscoli dalla dolorosa sensazione di stanchezza. Il massaggio svolge poi un’azione benefica sull’apparato scheletrico, migliorando la funzionalità della zona trattata. Più in generale, il massaggio è consigliabile in caso di cattiva circolazione, reumatismi, artrosi, emicrania, cellulite, stanchezza, depressione, ansia e stress.I massaggi svolgono un’azione rilassante e stimolante sul tessuto connettivale (cute, derma e ipoderma), sul sistema muscolare e sul sistema scheletrico.
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Hypno massage

massaggio Hypno è un nuovo tipo di massaggio che unisce il massaggio con l’ipnosi.
Se accettiamo che lo scopo generale di massaggio è quello di favorire il rilassamento e il benessere, massaggio hypno diventa più forte rispetto ad altri tipi di massaggio. Perché, massaggio hypno dà più profondo relax ai clienti rispetto ad altri tipi di massaggio. Il rilassamento è un ripristino dell’equilibrio tra mente e corpo. Alcune tecniche creano rilassamento attraverso il corpo, come massaggi, passeggiate e sport. Mentre altre tecniche producono la risposta di rilassamento attraverso la mente come la meditazione, l’ipnosi e la musica. Massaggio Hypno crea rilassamento attraverso il corpo e la mente

Come funziona massaggio hypno:

Nella forma a parte hypnomasseur si inizia con l’ipnosi e poi si continua con il massaggio. In realtàipnosi e massaggio sono due parti distinte e
insieme formano un relax diverso..molto diverso e originale.

Chi può beneficiare del massaggio ipnotico?

Tutte le persone che beneficiano del massaggio possono utilizzare il massaggio ipnotico che arriva ancora più in profondità compensando anche il disagio emozionale fino a correzione completa.

I Benefici:

Diminuizione notevole dello stress
Uscita dell’ansia che svanisce
Total Relaxation
Scomparsa della tensione da mal di testa e pesantezza.
Controllo dell’autostima
Gestione del dolore
Motivazione
Insonnia
Rilascio di fobie e paure
Recupero nella depressione
Controllo del peso
Disfunzione sessuale
Miglioramento nelle dipendenze

Sebastiano Riccobono/Operatore e Terapista Olistico tel. 3272831624

Metodo LDM (storia e indicazioni cliniche del linfodrenaggio manuale Vodder)

Il metodo Vodder di Linfodrenaggio Manuale nasce intorno agli anni Trenta, da una brillante intuizione di Emil Vodder un fisioterapista franco-danese, che sostenuto dalla moglie e da medici fisiologi sempre più interessati agli effetti del metodo, ha dedicato gran parte della sua vita allo studio del sistema linfatico al fine di perfezionare la sua tecnica e dimostrarne la validità scientifica.
Il metodo che venne presentato per la prima volta a Parigi riscuotendo un notevole successo, (si parlò di un “metodo rivoluzionario per il trattamento della pelle”), apprezzato in prima istanza nell’ambito di tecniche estetiche, oggi gode di un riconoscimento ufficiale da parte di importanti Società Scientifiche di Flebolinfologia ed è indicato come terapia d’elezione (Golden Standard) nell’approccio fisioterapico di alcune patologie specifiche del sistema linfatico.
Tra i numerosi collaboratori del Dr. Vodder i coniugi Wittlinger, fondatori della Dr. Vodder Schule a Walcshsee (Austria), si sono impegnati nella divulgazione del metodo ponendosi come obiettivo quello di mantenerne l’originalità.

Il Linfodrenaggio Manuale Vodder, annoverato tra le tecniche di massaggio, se ne distingue nettamente per la specifica manualità che, correttamente esercitata, esplica il suo effetto a livello dei tessuti superficiali (cute e sottocute) e non sulla fascia muscolare.

Le varie manualità, esercitate con una o due mani, sui diversi distretti corporei, vengono eseguite in sequenze prossimo-distali che rispettano il decorso dei deflussi cutanei e sottocutanei o meglio epifasciali in direzione delle stazioni linfonodali di competenza di un determinato territorio linfatico.

Un parametro fondamentale è rappresentato dall’alternanza di pressione esercitata manualmente che, non superando i 30-40 mmHg, può variare sensibilmente a seconda dei vari distretti corporei o in presenza di edemi.
È necessario evitare ogni tipo di irritazione della cute (sfregamento, scivolamento, pressione eccessiva e costante, manualità brusche e “di taglio”) che possano provocare iperemie reattive, quindi è preferibile non usare oli o creme per evitare di perdere il controllo della manualità che nel suo specifico consiste in un trazionamento della pelle.

L’azione del LDM stimola un aumento della linfoangiomotricità, un drenaggio dell’interstizio favorendo spostamento di liquidi, di proteine e cellule immunitarie ed eliminazione di cataboliti e scorie varie a beneficio della circolazione tissutale.

La tecnica secondo il Dr. Vodder eseguita con movimenti armonici, lenti e ritmici al fine di rispettare i parametri fisiologici del deflusso linfatico e non indurre stimoli che possano provocare “spasmi dei vasi linfatici”, favorisce anche altri effetti, dimostrati scientificamente, quali simpaticolitico e antidolorifico.
Si ipotizza anche un effetto sul sistema immunitario con il conseguente aumento delle difese dell’organismo.

Controindicazioni

Il metodo presenta delle controindicazioni assolute e relative.

Controindicazioni assolute

L’utilizzo della tecnica del LDM potrebbe peggiorare o complicare la patologia in atto:

  • Tumori maligni non trattati
  • Infiammazioni acute
  • Infezioni generali o locali (caratterizzate da uno stato febbrile)
  • Manifestazioni allergiche
  • Trombosi venosa profonda, tromboflebiti
  • Edemi degli arti causato da un’insufficienza cardiaca

Controindicazioni relative

Il metodo può essere utilizzato seguendo alcune precauzioni che possono riguardare modalità di esecuzione, durate e frequenza del trattamento:

  • Tumori maligni trattati
  • Infiammazioni croniche
  • Ipotensione
  • Disturbi funzionali della ghiandola Tiroide (Ipo-ipertiroidismo)
  • Distonie neurovegetative
  • Asma
  • Precancerosi della pelle
  • Gravidanza

Indicazioni

Il Linfodrenaggio manuale secondo il Dr. Vodderrappresenta la terapia d’elezione nell’approccio fisioterapico di Linfedemi primari e secondari, ma notevoli sono le indicazioni in cui il LDM può essere inserito come terapia associata/complementare a quella fisioterapica e/o farmacologica al fine di favorire una più rapida risoluzione della patologia o ridurne i sintomi correlati. Sempre maggiori sono le richieste di utilzzo di questa tecnica in particolare in caso di:

  • Insufficienze venose (ulcere venose), vasculiti, claudicatio, flebostasi costituzionali, disturbi circolatori a carico del microcircolo, interventi di chirurgia vascolare (stripping, safenectomie)
  • Traumi articolari e muscolari, distorsioni, lesioni tendinee, legamentose, esiti di fratture, interventi di endoprotesi, sindrome algodistrofica di Sudek, colpi di frusta, artrosi, discopatie, lombosciatalgie, cervicalgie, sindrome da conflitto a carico dell’articolazione scapolo-omerale
  • Patologie reumatologiche, poliartriti, artrite reumatoide, morbo di Bechterew
  • Infiammazioni croniche delle vie respiratorie: sinusite, raffreddore cronico, bronchite cronica e asmatica, otite e tonsilliti ricorrenti ( bambini “linfatici”)
  • Acufeni, Labirintiti, Sindrome di Menière
  • Patologie a carico del tessuto connettivo (sclerodermia, LES – lupus erythematosus) e del pannicolo adiposo (Lipedemi, lipoedemi localizzati, edema ciclico idiopatico, PEFS, cellulite)
  • Patologie del SN centrale e periferico, commozione cerebrale, emicrania e cefalea, nevralgia del trigemino, paresi facciale, apoplessia, sclerosi multipla
  • Distonie neurovegetative (Stipsi, stress, sindrome premestruale)

In ambito dermatologico il Ldm trova indicazione in esiti cicatriziali post interventi di chirurgia plastica o estetica (liposuzione, lifting, blefaroplastica, rinoplastica, cheloidi, innesti e trapianti di cute), dermatiti, eczemi, acne rosacea e vulgaris.

In qualità di Partner della multinazionale tedesca “LR Health&Beauty” mi permetto di suggerire o quantomeno indicare la strada maestra che conduce verso la cura attenta e la prevenzione totale della propria salute contro le malattie moderne e non solo..e ne parlo specificatamente qui, in questo articolo dedicato al Linfodrenaggio che è reale sinonimo di PREVENZIONE a 360 gradi. Ecco il mio personale link

https://www.lrworld.com/sebastianoriccobono

Una buona salute a tutti

Sebastiano Riccobono

Flash Natura e AntiStress

Il segreto per combattere lo stress è trascorrere almeno 20 minuti al giorno a contatto con la natura in un parco urbano, in campagna o ovunque ci sia del verde. Lo indica un nuovo studio dell’Università del Michigan, recentemente pubblicato sulle pagine della rivista specializzata Frontiers in Psychology. Gli autori della ricerca spiegano che questa tipologia di attività aiuta a ridurre la produzione del cortisolo, il principale ormone dello stress. Naturalmente, gli studiosi sapevano già che trascorrere del tempo immersi nel verde aiuta a rilassarsi, tuttavia ignoravano quanto tempo fosse necessario dedicare all’esperienza per ottenere dei benefici. “Il nostro studio mostra che i risultati maggiori si ottengono trascorrendo da 20 a 30 minuti seduti o passeggiando in qualsiasi luogo che ci trasmetta il senso di vicinanza alla natura”, spiega MaryCarol Hunter, professoressa presso l’Università del Michigan e prima autrice della ricerca.

Lo svolgimento dello studio

Lo studio è durato otto settimane: durante questo periodo un gruppo di volontari ha dovuto trascorrere del tempo immerso nel verde, senza dedicarsi ad attività che potessero in qualche modo influire sui livelli di stress (come fare sport o conversare con gli amici). I ricercatori hanno misurato in più occasioni la concentrazione del cortisolo nella saliva e hanno determinato che la presenza dell’ormone nell’organismo inizia a diminuire a partire dal ventesimo minuto trascorso a contatto con la natura e continua a calare fino al trentesimo minuto.
“I clinici possono usare i nostri risultati come regola basata sull’evidenza per stabilire come prescrivere il contatto con la natura”, spiega MaryCarol Hunter. “Il nostro studio fornisce le prime stime di come l’esperienza a contatto con la natura impatti sui livelli di stress nel contesto della normale vita quotidiana”, conclude l’esperta

Pubblicazione:

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